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La leggenda del cercatore d’oro

La leggenda del cercatore d’oro

La leggenda del cercatore d’oro

Voglio raccontarvi una leggenda, che si tramanda come storia realmente accaduta, all’epoca della corsa all’oro negli Stati Uniti.

Si racconta di John, agricoltore di un piccolo paese americano che possedeva una piccola fattoria, siamo nella seconda metà delll’Ottocento.

Con i suoi familiari, tutti contadini ed allevatori, traeva di che vivere dalla sua terra e dal suo bestiame. Era un’economia di sussistenza e l’eccesso di raccolto veniva venduto al mercato, producendo anche un piccolo utile.

Ma non bastava, ben presto John fu attratto dalla corsa all’oro, che interessò inizialmente gli USA e poi tutto il resto del mondo.

I lavoratori abbandonavano il duro lavoro nelle industrie e nei campi attratti dalla ricchezza rapida che poteva essere possibile trovando un giacimento d’oro nelle miniere sparse un po’ per tutto il mondo.

Sentiti i racconti dei minatori che rientravano con il loro sacchetto di pepite d’oro, John non ebbe più dubbi: quella sarebbe stata la sua attività futura.

Si precipitò in città per vendere la sua azienda agricola: incaricò subito un mediatore di procurare un acquirente.

L’epoca non era propizia per la vendita di fattorie: siamo in piena rivoluzione industriale, la gente abbandonava i campi per un lavoro più sicuro in fabbrica.

Sta di fatto che, in pochi giorni, il mediatore si presentò con un acquirente, un tale di nome Samuel, l’offerta non era alta, ma ormai John aveva solo in mente l’oro e accettò.

Col gruzzoletto ricavato dalla vendita dell’immobile, John si recò subito in un negozio di utensili, acquisto pale, picconi e setacci e iniziò a programmare i suoi viaggi.

Alcuni familiari lo seguirono, altri preferirono trovare lavoro come contadini, in fattorie vicine e qualcuno andò addirittura in fabbrica come operaio.

Entro pochi giorni John e i suoi seguaci fecero un piano: si iniziava con la California in quanto giravano voci su quanto fosse ricca d’oro e storie di cercatori che tornavano ricchi.

La settimana dopo partirono per la California, le ferrovie erano ancora agli albori, il mezzo di trasporto principale erano ancora i carri trainati dal bestiame, ma i tragitti erano lunghi e arrivarono dopo molti giorni.

Arrivati in California si misero subito a cercare l’oro, nelle miniere e nei torrenti, ma fu subito evidente che non sarebbe stato facile:

c’era una moltitudine di persone che, come loro, cercavano l’oro e fu difficile anche solo trovare uno spazio libero da altri cercactori, per mettersi al lavoro.

Dopo alcuni giorni di lavoro durissimo, dormendo poche ore a turno, John e i suoi erano sfiniti e a parte qualche piccolissima pepita non trovarono nulla.

Vendettero l’oro, ricavando molto meno di quello che avevano speso fino a lì, fortunatamente c’era ancora parte del gruzzolo della vendita dell’immobile e iniziarono a pensare di spostarsi verso miniere più ricche.

In California ormai i filoni erano tutti esauriti e poi c’erano troppi cercatori, adesso si parlava del Colorado: terra ricca d’oro, da dove i cercatori tornavano ricchi sfondati.

Si misero in viaggio per il Colorado e dopo alcune settimane arrivarono.

Il viaggio era stato costoso, con molte tappe per riposare e spesero gran parte del gruzzolo.

Si misero subito al lavoro con setacci, pale e picconi, ma non andò tanto diversamente: troppi cercatori e poco oro…

Demoralizzati, onde evitare di perdere ancora tanto tempo, come già successo, con pochi risultati, pensarono subito ad una nuova meta: adesso era L’Alaska la terra dell’oro!

Le fredde montagne e i ruscelli dell’Alaska erano pieni d’oro: si raccontava di cercatori che là stavano raccogliendo pepite grandi come massi, tutte d’oro.

Si misero subito in viaggio, il viaggio stavolta era lunghissimo e difficile, dovendo attraversare tutto il paese e anche il Canada.

Dopo molte settimane furono in Alaska, faceva freddissimo, ma erano motivati e pronti a scavare.

Scavarono e scavarono nella terra gelata ma purtroppo, dopo un mese non avevano ancora trovato nulla.

Erano passati già molti mesi, il gruzzolo era quasi finito e di oro ne avevano trovato veramente poco.

In una locanda, parlando con altri cercatori scoprirono che in America ormai non c’era più oro, finito o troppo difficile da raggiungere con i mezzi dell’epoca: braccia e pale.

Gli altri cercatori si imbarcavano, adesso era l’Africa il paese dell’oro: lì l’oro era appoggiato sul terreno, lo trovavi anche senza scavare, potevi camminare direttamente sulle pepite d’oro.

Queste immagini li folgorarono subito e il giorno dopo spesero tutto quanto rimaneva per un lungo viaggio che li portò infine ad imbarcarsi per l’Africa.

Dopo settimane di disagiata navigazione, sfiniti e denutriti, arrivarono in Africa e si adentrarono nel continente selvaggio seguendo il flusso dei cercatori d’oro.

Trovarono vari gruppetti di cercatori, ma il territorio era sterminato e si trovarono una zona libera per iniziare a scavare.

Dopo alcuni mesi, tanta terra scavata e fiumi setacciati in lungo e largo, raccogliendo veramente poco, capirono che non c’era più nulla da fare: i soldi erano tutti spesi, vivevano di stenti, erano sfiniti.

Erano anche invecchiati: settimana dopo settimana, erano passati i mesi e anche gli anni.

Presero una decisione: tornare a casa e rimettersi a fare quello che per molti anni aveva loro dato da vivere agiatamente, anche se non da ricchi.

Fu così: ritornarono sulla costa africana e attesero la prima nave che li avrebbe riportati a casa.

Finalmente erano a casa, si resero conto quanto era loro mancato quel paesino povero di campagna, ma adesso bisognava trovare lavoro per sopravvivere.

Erano contadini da sempre e iniziarono a bussare alle porte di tutte le fattorie per trovare lavoro come braccianti.

Venne subito un’idea a John: perché non andare da Samuel, quello che aveva comprato la loro fattoria, sarebbero stati veramente a casa anche se da operai e non da padroni.

Si precipitarono subito alla vecchia fattoria di famiglia ma rimasero sconvolti: la fattoria non c’era più, la vecchia casa colonica era stata demolita, tutta l’area era recintata e sul portone imponente svettava un’insegna:

SAMUEL XXX GOLD MINE

Ebbene sì: Samuel non era più un contadino, era un importante commerciante d’oro, possedeva la miniera più redditizia di tutto lo stato, per non dire di tutti gli Stati Uniti!

John aveva venduto la fattoria per una pipata di tabacco, per cercare l’oro in giro per il mondo, senza sapere che l’oro ce l’aveva sotto i piedi e anche in quantità enormi!

Samuel aveva comprato la fattoria per fare il contadino ed era diventato il magnate dell’oro americano!

Questa storia viene usata da anni nei corsi di educazione finanziaria: il messaggio è evidente:

Perdi tempo ed energia a cercare la fortuna chissà dove, ma probabilmente non vedi che ce l’hai a portata di mano, solo che non sai coglierla, esiti e qualcuno, più furbo di te te la porta via!